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giovedì 11 novembre 2010

Alcol tra i giovani a Senigallia


La scoperta dell'acqua calda! Alcol e droga sono un problema tra i giovani.
Recenti fatti di cronaca impongono certe dichiarazioni.
Ma qual'è l'entità del problema? Tra i giovani di Senigallia l'alcol "dilaga" rispetto al dato medio regionale o nazionale? Purtroppo a queste domande non abbiamo risposte.
Alcuni dati possono inquadrare il problema (Dati HBSC 2010, Regione Marche):
- a 11 anni il 4% dei ragazzi si è già ubriacato almeno una volta.
- a 13 anni la % dei ragazzi che si sono ubriacati almeno una volta sale all'8%
- a 15 anni la suddetta percentuale sale al 28%
Visto il fatto di cronaca i 15enni meritano un focus particolare: secondo i dati HBSC tra i quindicenni della regione Marche il 72,1% dichiara di non essersi mai ubriacato; il 12,65% dichiara di essersi ubriacato una sola volta; il 10% si è ubriacato dalle 2 alle 3 volte; il 3,1% si è ubriacato dalle 4 alle 10 volte e il 2,1% dichiara di essersi ubriacato più di 10 volte nella vita.

Di fronte a questi numeri credo sia doveroso riflettere: forse quanto fatto fino a oggi non basta? Forse è necessario investire più risorse in prevenzione? E se le risorse mancano come affrontare l'emergenza?

Credo che sia sempre più importante ricercare sinergia d'azione. Ad oggi il Comune promuove campagne di prevenzione autonomamente ignorando che il Dipartimento di Prevenzione della Zona Territoriale è istituzionalmente chiamato ad attivare azioni di promozione della salute. Se a Senigallia si cominciasse ad unire le forze?

mercoledì 28 aprile 2010

28 aprile 2010: Giornata mondiale vittime dell'amianto


Oggi, 28 aprile 2010, il mondo celebra la giornata delle vittime dell'amianto.
Senigallia non parteciperà alla celebrazione se non attraverso una messa, che si terrà alle 18.30 di quest'oggi.
Molti senigalliesi, dunque, troveranno interessante i documenti che Legambiente, notoriamente molto attenta alla tematica amianto, ha pubblicato di recente. Credo che non ci sia modo migliore per celebrare una giornata come questa: conoscere meglio il fenomeno attraverso alcuni scritti di approfondimento.


Per ulteriori approfondimenti rimando ai siti già segnalati due giorni fa (vedi qui)
Buona lettura e buona celebrazione a tutti!
Ringrazio la collega Elsa Ravaglia per avermi segnalato il rapporto Liberi dall'amianto di legambiente.

lunedì 26 aprile 2010

- 2 giorni alla giornata mondiale vittime dell'amianto

Mancano due giorni alla giornata mondiale vittime dell'amianto.
Spero che il 28 aprile non sia unicamente il giorno alla memoria di chi ha pagato con la vita le ripetute esposizioni all'amianto. Spero che il 28 aprile sia anche una giornata dedicata all'azione: alla corretta informazione per esempio.
Oggi ricercando informazioni sul web ho avuto modo di apprezzare alcuni siti molto ben organizzati e altamente informativi.
Buon approfondimento a tutti quelli che decideranno di non ignorare la giornata mondiale delle vittime dell'amianto.

Letture consigliate:
Sito dell'ISPESL
Sito internet della Regione Emilia Romagna
Scheda riassuntiva dell'APAT (con riferimenti normativi)

giovedì 15 aprile 2010

Efficacia dei messaggi intimidatori per la prevenzione degli incidenti stradali

Nel 2008, Sabina Cedri e Cinzia Cedri del Dipartimento di Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell'Istituto Superiore di Sanità hanno pubblicato nel 2008 l'interessante Rapporto Istisan denominato "Sicurezza stradale: gli effetti della comunicazione intimidatoria sulla prevenzione degli incidenti".
Riporto la sintesi del lavoro:
Le comunicazioni tramite fear appeal sono tuttora ampiamente utilizzate, anche se la ricerca in questo campo non ha portato a conclusioni chiare e definitive sulla loro efficacia. Molti degli studi condotti hanno preso in considerazione le più diverse tematiche di prevenzione, mentre il presente lavoro si focalizza sugli effetti dei messaggi intimidatori per la prevenzione degli incidenti stradali. Oltre alla paura, tali messaggi suscitano ansia, disgusto, depressione, senso di colpa. E potrebbero essere proprio questi stati d’animo a causare il cosiddetto “effetto boomerang”. La maggior parte dei lavori considerati dimostrano poi un effetto positivo in relazione agli atteggiamenti, per cui ad un maggior livello di paura corrisponde un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli incidenti stradali. Esistono invece pochi studi che hanno analizzato l’efficacia di tali messaggi sui comportamenti, e tali studi presentano risultati discordanti. Il presente lavoro dimostra quindi una certa efficacia dei fear appeal sulla prevenzione degli incidenti stradali, quantomeno nel cambiamento di atteggiamento, anche se si devono considerare alcuni fattori limitanti che fanno riflettere sulla necessità di condurre studi focalizzati, ad esempio, sulle diverse componenti del messaggio intimidatorio.

Dunque i messaggi intimidatori, i video shock, le testimonianze forti sono efficaci nel prevenire incidenti stradali? La risposta sembrerebbe "forse sì ma con alcune riserve".
Il problema è insito nella distanza, in senso lato, che intercorre tra messaggio preventivo e esito desiderato. Nel caso, ad esempio, della guida in stato di ebrezza e degli incidenti stradali si potrebbe declinare il problema in questo modo:
- conoscenze: so che non si può guidare dopo aver bevuto
- atteggiamenti: penso che sia giusto non mettersi alla guida dopo aver bevuto
- comportamenti: dopo aver bevuto non guido mai
Ed ecco il problema di gran parte delle strategie educative che vengono messe in campo nel tentativo di prevenire la guida in stato di ebrezza: si riesce ad ottenere buoni risultati in merito a conoscenze e atteggiamenti, ma pochissimi studi sono in grado di stabilire quanto una campagna preventiva riesca ad incidere sui comportamenti. Eppure è sui comportamenti che si deve incidere.
Per me, comunque, il problema non si pone. Mi accontenterei se attraverso campagne preventive si riuscisse ad ottenere una modifica di conoscenze e atteggiamenti. E mi auguro per questo che sempre più frequentemente si comunichino, anche in maniera forte, messaggi di prevenzione che potrebbero salvare qualche vita. Purtroppo in Italia si è scelta una linea più soft e i cosiddeti "fear appeal", i messaggi dal contenuto realistico e scioccante, non sono quasi mai utilizzati a scopo preventivo. SpeS va contro tendenza e periodicamente (quando il web ce ne darà l'occasione) pubblicheremo video, immagini, messaggi forti.
Cominciando con la storia di Jaqueline Saburido, che molti di noi ricorderanno.
Questi video ci facciano riflettere.



lunedì 28 dicembre 2009

Buone Feste!

Ecco, secondo i CDC, le dodici cose che si possono fare per trascorrere vacanze in salute...

1. Lava spesso le mani per evitare di diffondere germi e di ammalarti.
2. Evita, per quanto possibile, luoghi freddi e umidi.
3. Governa lo stress. Cerca di rilassarti.
4. Non bere e guidare, non lasciare che altri bevano e guidino.
5. Liberati dal fumo. Evita di fumare e evita il fumo passivo. Il 2010 è alle porte: cogli l’occasione per smettere di fumare.
6. Allaccia le cinture di sicurezza quando guidi. Trasporta i tuoi figli usando sempre ovetto, seggiolino o cinture di sicurezza in relazione alla loro altezza, al loro peso e all’età.
7. Approfitta per fare esami del sangue e test di screening. Chiedi al tuo medico quali esami fare e quando.
8. Vaccinati, così facendo previeni malattie e salvi vite umane!
9. Controlla i tuoi bambini. Tienili alla larga da giochi potenzialmente dannosi, da cibo e bevande non sicuri e assicurati che i giochi siano usati correttamente.
10. Attento agli incendi domestici. Molti incendi domestici occorrono nei mesi invernali, quindi fai attenzione a non lasciare camino acceso, candele accese o stufe non presidiate.
11. Prepara il cibo in modo sano. Ricorda questi semplici passaggi: lava spesso le mani e le superfici della cucina, evita la contaminazione crociata (per es: verdura a contatto con la carne), cucina il cibo a temperature appropriate e congela il cibo che non utilizzi.
12. Mangia sano e fai movimento. Mangia molta frutta e verdura. Limita le tue porzioni e limita i cibi dolci o con alte concentrazioni di grassi e zuccheri. Sii attivo almeno per 2 ½ ore a settimana e aiuta i bambini ad essere attivi almeno 1 ora al giorno.

Buone vacanze a tutti!

sabato 28 marzo 2009

Lancet vs Vaticano

Potremmo definirla una sfida tra titani.
Il Lancet è una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, orientata da sempre a dare ampio spazio alle problematiche di salute globale.

Le parole dell’editoriale dell’ultimo numero del Lancet sono dure come macigni e molto, molto chiare. Il Papa è criticato per "aver pubblicamente distorto la scienza per promuovere la dottrina cattolica sul tema", si legge nell'editoriale. "Dicendo che i condom aggravano il problema dell'Hiv/Aids, il Papa ha pubblicamente distorto la testimonianza della scienza". E poi il Lancet aggiunge: "Non è chiaro se l'errore del Papa sia dovuto ad ignoranza o se sia un deliberato tentativo di manipolare la scienza per sostenere l'ideologia cattolica. Quando qualsiasi personaggio influente, sia una figura religiosa o politica, fa una falsa affermazione scientifica che potrebbe essere devastante per la salute di milioni di persone, questi dovrebbe ritrattare o correggere quanto detto in pubblico. Qualsiasi cosa meno di ciò da parte di Papa Benedetto sarebbe - conclude l'editoriale - un immenso disservizio per la salute pubblica, inclusa quella di molte migliaia di cattolici che lavorano senza posa per cercare di prevenire la diffusione dell'Hiv nel mondo".

Fonte: Editorial. Redemption for the Pope? The Lancet, Volume 373, Issue 9669, Page 1054, 28 March 2009

lunedì 17 novembre 2008

Il monco blu?

Il diabete è una malattia seria. E quando si parla di malattie serie mi fa molto piacere sapere che, anche solo per un giorno, i problemi che affliggono le singole persone diventano i problemi di un'intera popolazione. Questo accade, ad esempio, quando si celebrano le varie giornate mondiali: il 21 settembre è la giornata mondiale dell'Alzheimer, il 1° dicembre è quella dell'AIDS, mentre da pochi giorni ho scoperto che la giornata mondiale del diabete si celebra il 14 novembre.
E così, quando ho saputo che nella serata di venerdì 14 novembre la statua del monco sarebbe stata caratterizzata da una particolare e suggestiva illuminazione in blu mi è subito venuto in mente il mio ultimo viaggio a New York: quando la Grande Mela vuole celebrare qualche ricorrenza particolare c'è l'usanza di illuminare l'Empire State Building di colori particolari.


L'idea che, nella nostra Senigallia, per una notte il monco sarebbe stato blu mi piaceva. Il fatto che questo evento fosse legato alla celebrazione della giornata mondiale del diabete mi entusiasmava e non vedevo l'ora di andare a vedere con i miei occhi.
Così, nonostante la pioggia, mi sono vestito, ho preso la macchina fotografica, sono uscito, ho parcheggiato in Piazza Simoncelli e sono andato verso Piazza Roma e...



Piazza Roma era deserta e il monco era desolatamente e normalmente... bianco!
Ho pensato di aver sbagliato serata, ma mi sembrava di aver letto bene l'articolo di VS. Mi sono avvicino al monco e la sensazione era la stessa...



Mi sentivo fuori luogo, dovevo aver sbagliato serata, mia moglie me l'aveva detto: "Dove vai che piove!". Mi sarebbe toccato tornare a casa e fare la figura dello scemo che si è sbagliato il giorno. Ma poi mi sono girato per tornare alla macchina ed ecco cosa vedo...


Mi sono sentito un po' meno scemo e contemporaneamente mi sono sentito anche un po' preso per i fondelli. Ecco perchè ero l'unico in Piazza Roma a fotografare il monco! Perchè il sistema di illuminazione previsto è risultato un po' artigianale, sicuramente poco efficace e per nulla d'effetto.
Io ero uscito di casa con questa immagine in mente:
Sono rientrato a casa un po' deluso, ma poi un pensiero mi ha consolato:
Se quella dei monumenti era una sfida mondiale... Senigallia non ha vinto, forse si è classificata ultima, ma in questi casi l'importante è partecipare (sperando che il prossimo anno il Comune faccia uno sforzo in più)!

martedì 14 ottobre 2008

Fumare fa male... molto male!

Lo sanno tutti, il fumo fa male. Gli inglesi lo hanno comunicato in modo forte e chiaro, con una campagna informativa dai toni decisamente accesi. Del resto il problema è serio e merita di essere trattato. Talvolta si perde il senso delle cose. Allora si fa un gran parlare di rischi irrisori per la salute delle persone e si dimenticano rischi tangibili ed estremamente seri: il fumo di tabacco, per esempio, un vero e proprio killer che uccide indisturbato, in quella che definirei una “semi indifferenza generalizzata”.
Si comincia a fumare per emulazione, per sentirsi parte di un gruppo, per gioco o per curiosità. Si prosegue per divertimento, per noia o perché fumare piace. Ci si ritrova nella più totale dipendenza, e per alcuni la sigaretta diviene una vera e propria droga, impossibile vivere senza. Si finisce morti stecchiti.
E tra gli operatori sanitari, medici in primis, che dovrebbero conoscere molto bene i rischi collegati al fumo di tabacco, c’è un’alta percentuale di fumatori: il colmo!
Ora, mi domando a cosa stiate pensando mentre leggete queste righe: alcuni approveranno il mio parlare duro; altri avranno abbandonato la lettura mandandomi diretto a “quel paese”; altri ancora penseranno al “famoso nonno”, quello che ha fumato fino a 90 anni ed è morto di vecchiaia… (perché dunque dovrebbe succedere qualcosa a me?).
Per la cronaca: a Senigallia dal 25 al 30% della popolazione compresa tra i 18 e i 69 anni dichiara di fumare (il 50% non fuma, il 20% ha smesso di fumare)*§. Ma il dato più allarmante è che circa il 40% dei fumatori dichiara di non aver ricevuto alcun consiglio di smettere di fumare da parte di operatori sanitari (forse proprio gli operatori sanitari fumatori?). Vi lascio alle immagini della campagna informativa inglese e alla riflessione: stupidi fumatori, perché volete morire giovani?

§ Agenzia Regionale Sanitaria Regione Marche. Lo studio PASSI nelle Marche, primi risultati e prospettive. Report 2005.
* Il dato è regionale: non c’è motivo per pensare che i dati relativi ai fumatori di Senigallia si discostino significativamente dal dato medio regionale