Martedì 14 marzo Senigallia è stata teatro dell'incontro tra Giunta comunale e quella Regionale. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha fatto chiarezza su alcuni punti. Primo fra tutti quello legato alla sanità. Tra paventati tagli e riduzione del personale, Spacca ha fissato alcuni punti fermi per l'ospedale senigalliese.
“In prospettiva il presidio di Torrette dovrà essere un polo specializzato e gli ospedali limitrofi come Senigallia dovranno svilupparsi sempre di più in un'ottica di rete e di filtro per tutti gli interventi che non ricadono nell’alta specializzazione -annuncia il presidente Gian Mario Spacca- Nella zona 4 negli ultimi 5 anni il governo regionale ha assicurato il maggior incremento di spesa pro capite pari al 17%, ben al di sopra della media regionale. Ora i tagli del governo nazionale pari a 100 milioni di euro impongono una riorganizzazione del sistema socio-sanitario che sarà distribuita in maniera equa su tutta la Regione ed occorre la responsabilità di tutti i territori. Reparti a rischio? Per il futuro non è esclusa la chiusura di alcuni reparti ma questo perchè sarà potenziata la collaborazione fra presidi di area vasta che si specializzeranno nelle varie eccellenze” (Fonte: Vivere Senigallia).
Il destino dell' Ospedale di Senigallia? Più chiaro di così!
Visualizzazione post con etichetta Comune di Senigallia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comune di Senigallia. Mostra tutti i post
giovedì 17 marzo 2011
Spacca a Senigallia
Etichette:
Comune di Senigallia,
Ospedale,
Vivere Senigallia
mercoledì 2 marzo 2011
Lo Sportello informanimali di Senigallia, nella persona della volontaria responsabile, Ludmila Cecchini, e l'Associazione Cinofila Senigalliese, nella persona della presidente ing. Roberta Benigni, si sono recentemente rivolte ai cittadini di Senigallia con un appello accorato.
Non ho un cane e cerco di non essere infettato dal pandemico "virus" del qualunquismo. Quindi non faccio di tutta l'erba un fascio ma, ovviamente, i padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dei propri "cari" proprio non li sopporto, come del resto non sopporto chi scarica i rifiuti in terra come se il suolo pubblico fosse il proprio personale immondezzaio. Qui si tratta di inciviltà, di maleducazione, punto.
E allora credo debba montare la "rivolta" (pacifica) della gente civile (e ce n'è tanta!). In passato mi capitava di fare una cosa che aveva la sua efficacia. Quando qualcuno buttava in terra un pezzo di carta io lo raccoglievo, rincorrevo l'incivile e gentilmente gli facevo notare che aveva perso una cosa di sua proprietà... e gli restituivo il pezzo di carta... vedeste che facce! Di solito si trattava di scontrini fiscali all'uscita di qualche negozio. Certo non l'ho mai fatto con sigarette o gomme da masticare... ma se ci si attrezza si potrebbe fare di tutto! E poi non erano azioni programmate ma spontanee, fatte all'occorrenza.
Negli anni ho avuto modo di viaggiare in qualche Paese estero e mi chiedo perchè in alcuni Paesi non ci sia neanche un granello di polvere in terra mentre le strade d'Italia debbano sembrare pattumiere. Io sono stanco.
Chi è stanco con me credo debba darsi da fare.
Tutti i cittadini "civili" devono cominciare ad alzare la voce.
L'amministrazione comunale deve fare qualcosa, anche attraverso campagne di sensibilizzazione (altrove hanno funzionato).
Le forze dell'ordine devono applicare la normativa vigente e le sanzioni devono cominciare a fioccare.
Nelle strade dovrebbe esserci la possibilità di buttare i rifiuti nei bidoni della spazzatura (che facilitino possibilmente la raccolta differenziata) senza doverne cercare uno per centinaia di metri.
Chiedo troppo?
Non ho un cane e cerco di non essere infettato dal pandemico "virus" del qualunquismo. Quindi non faccio di tutta l'erba un fascio ma, ovviamente, i padroni dei cani che non raccolgono gli escrementi dei propri "cari" proprio non li sopporto, come del resto non sopporto chi scarica i rifiuti in terra come se il suolo pubblico fosse il proprio personale immondezzaio. Qui si tratta di inciviltà, di maleducazione, punto.
E allora credo debba montare la "rivolta" (pacifica) della gente civile (e ce n'è tanta!). In passato mi capitava di fare una cosa che aveva la sua efficacia. Quando qualcuno buttava in terra un pezzo di carta io lo raccoglievo, rincorrevo l'incivile e gentilmente gli facevo notare che aveva perso una cosa di sua proprietà... e gli restituivo il pezzo di carta... vedeste che facce! Di solito si trattava di scontrini fiscali all'uscita di qualche negozio. Certo non l'ho mai fatto con sigarette o gomme da masticare... ma se ci si attrezza si potrebbe fare di tutto! E poi non erano azioni programmate ma spontanee, fatte all'occorrenza.
Negli anni ho avuto modo di viaggiare in qualche Paese estero e mi chiedo perchè in alcuni Paesi non ci sia neanche un granello di polvere in terra mentre le strade d'Italia debbano sembrare pattumiere. Io sono stanco.
Chi è stanco con me credo debba darsi da fare.
Tutti i cittadini "civili" devono cominciare ad alzare la voce.
L'amministrazione comunale deve fare qualcosa, anche attraverso campagne di sensibilizzazione (altrove hanno funzionato).
Le forze dell'ordine devono applicare la normativa vigente e le sanzioni devono cominciare a fioccare.
Nelle strade dovrebbe esserci la possibilità di buttare i rifiuti nei bidoni della spazzatura (che facilitino possibilmente la raccolta differenziata) senza doverne cercare uno per centinaia di metri.
Chiedo troppo?
Etichette:
Comune di Senigallia,
Opinioni personali
venerdì 28 gennaio 2011
Seminario interno Asur
Oggi, venerdì 28 gennaio 2011, alle ore 15 (tra pochi minuti) avrà inizio un importante seminario interno con il gruppo dirigente sanitario e amministrativo su prospettive e obiettivi futuri della Zona Territoriale 4 di Senigallia. Il seminario, organizzato dalla Direzione di Zona dell’ASUR Marche, si terrà ai Duchi della Rovere.
Le modalità con cui è stato comunicato l'evento sono bizzarre. L'evento è stato organizzato dall'ASUR ma il comunicato è stato inviato alle testate giornalistiche on-line dal Comune di Senigallia.
Qual'è il senso di comunicare alla popolazione un evento interno al quale dunque la popolazione non potrà partecipare?
Da una prima valutazione del programma del pomeriggio (vedi sotto) mi sorprende l'assenza di un intervento dedicato alla situazione e agli obiettivi del Presidio Ospedaliero... Del resto non sono certo io a richiederlo a gran voce. Troppo spesso l'equazione Ospedale = Sanità Pubblica distoglie dalle altre articolazioni operative del sistema sanitario locale; mettere da parte la classica visione ospedalocentrica della sanità non mi sembra poi così male!
Il mio personale auspicio è che le relazioni presentate nel pomeriggio siano pubblicate on-line, affinchè chiunque possa comprendere le direzioni strategiche che il nostro sistema sanitario sta percorrendo.
Il programma del pomeriggio (ricostruito dall'articolo apparso su VS):
- Prime evidenze sulle condizioni di salute della popolazione: tracce di lavoro (dott.ssa Rosanna Rossini)
- Situazione e obiettivi del Distretto Sanitario (dott. Gilberto Gentili)
- Situazione e obiettivi del Dipartimento di Prevenzione (dott. Giovanni Fiorenzuolo)
- Obiettivi per il futuro delle professioni sanitarie (dott.ssa Manuela Silvestrini)
- Risultati della gestione 2010 e previsioni per il 2011 (dott.ssa Valeria Tinti)
- 2011: nuove strategie per il farmaco (dott.ssa Paola Borona)
- Obiettivi per il futuro (dott. Franco Pesaresi, Direttore della ZT 4 di Senigallia)
- Conclusioni (dott. Piero Ciccarelli, Direttore Generale ASUR Marche)
Le modalità con cui è stato comunicato l'evento sono bizzarre. L'evento è stato organizzato dall'ASUR ma il comunicato è stato inviato alle testate giornalistiche on-line dal Comune di Senigallia.
Qual'è il senso di comunicare alla popolazione un evento interno al quale dunque la popolazione non potrà partecipare?
Da una prima valutazione del programma del pomeriggio (vedi sotto) mi sorprende l'assenza di un intervento dedicato alla situazione e agli obiettivi del Presidio Ospedaliero... Del resto non sono certo io a richiederlo a gran voce. Troppo spesso l'equazione Ospedale = Sanità Pubblica distoglie dalle altre articolazioni operative del sistema sanitario locale; mettere da parte la classica visione ospedalocentrica della sanità non mi sembra poi così male!
Il mio personale auspicio è che le relazioni presentate nel pomeriggio siano pubblicate on-line, affinchè chiunque possa comprendere le direzioni strategiche che il nostro sistema sanitario sta percorrendo.
Il programma del pomeriggio (ricostruito dall'articolo apparso su VS):
- Prime evidenze sulle condizioni di salute della popolazione: tracce di lavoro (dott.ssa Rosanna Rossini)
- Situazione e obiettivi del Distretto Sanitario (dott. Gilberto Gentili)
- Situazione e obiettivi del Dipartimento di Prevenzione (dott. Giovanni Fiorenzuolo)
- Obiettivi per il futuro delle professioni sanitarie (dott.ssa Manuela Silvestrini)
- Risultati della gestione 2010 e previsioni per il 2011 (dott.ssa Valeria Tinti)
- 2011: nuove strategie per il farmaco (dott.ssa Paola Borona)
- Obiettivi per il futuro (dott. Franco Pesaresi, Direttore della ZT 4 di Senigallia)
- Conclusioni (dott. Piero Ciccarelli, Direttore Generale ASUR Marche)
Etichette:
Comune di Senigallia,
Direzione di Zona,
Politiche per la salute
mercoledì 17 novembre 2010
Pesaresi sui tagli al personale della ZT 4

(nella foto da sinistra: Pesaresi, Volpini, Sardella)
In giornata è apparso il resoconto della IV commissione consiliare convocata dal presidente Simeone Sardella (leggi qui l'articolo di VS).
Di seguito le parole del Direttore di Zona così come sono state riportate nell'articolo:
"Non c'è stato inoltre alcun taglio al personale e il saldo tra assunzione e cessazioni tra il 2010 e il 2011 è in parità. Nel 2010 infatti, in totale, ci sono 155 cessazioni a fronte delle 145 assunzioni. Il piano per il 2011 prevede, a fronte di 30 cessazioni, 40 assunzioni.
Ovviamente alcune criticità ci sono e riguardano il fatto che alcune assunzioni non avverranno per sostituzione immediata con un disagio comunque contenuto.
Di seguito le parole del Direttore di Zona così come sono state riportate nell'articolo:
"Non c'è stato inoltre alcun taglio al personale e il saldo tra assunzione e cessazioni tra il 2010 e il 2011 è in parità. Nel 2010 infatti, in totale, ci sono 155 cessazioni a fronte delle 145 assunzioni. Il piano per il 2011 prevede, a fronte di 30 cessazioni, 40 assunzioni.
Ovviamente alcune criticità ci sono e riguardano il fatto che alcune assunzioni non avverranno per sostituzione immediata con un disagio comunque contenuto.
A chirurgia i due pensionamenti saranno coperti dal 1° gennaio così come in psichiatria i quattro posti vacanti per pensionamento saranno coperti immediatamente con due assunzioni e altre due a metà del 2011; in quanto ai paventati tagli per endocrinologia, è bene chiarire che non possono esserci tagli laddove il servizio non esiste. L'attività semmai è svolta dal reparto di diabetologia. In questo momento c'è un incarico che è in scadenza a dicembre e che sarà riassunto nel 2011. Anche al Pronto Soccorso non ci sono carenze di organico nel senso che tutto il personale previsto è in servizio. E' vero che deve essere nominato il primario, ma il suo ruolo è comunque svolto da un medico. A proposito invece della mancanza di un autista di ambulanza, non siamo riusciti ad ottenere un'assunzione in più ma abbiamo acquistato il servizio dalla Croce Rossa dei paesi limitrofi e dunque avremo comunque un autista con un mezzo in più”.
A seguito di queste dichiarazioni la mia preoccupazione rimane: Pesaresi parla di cessazioni ed assunzioni con riferimento dunque ai meccanismi secondo i quali, seppur con alcuni ritardi, sarà garantito il turn-over del personale: ma così facendo si prende in considerazione unicamente il personale assunto e non quello in servizio con contratti a tempo determinato o con rapporti di lavoro libero-professionale. E mi sembra che in parecchi (ma non ho dati ufficiali alla mano) se ne siano tornati a casa senza appello, privando le strutture sanitarie della Zt 4 di personale prezioso, ancor più perchè non sostituito.
martedì 27 aprile 2010
- 1 giorno alla giornata mondiale vittime dell'amianto
Domani, 28 aprile, è la giornata mondiale vittime dell'amianto.
Il 28 gennaio 2005 a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui danni alla salute derivanti dalle esposizioni all'amianto.
Il forum mondiale ha deciso di stabilire la data del 28 aprile di ogni anno e di invitare tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni ed i sindacati a far propria questa ricorrenza, ognuno con la propria sensibilità ed attraverso apposite iniziative.
A Senigallia l'ALA (Associazione Lotta all'Amianto)partecipa da alcuni anni alla celebrazione. Da due anni almeno (ma potrebbero essere tre) l'ALA invita la cittadinanza a partecipare ad una Santa Messa. La celebrazione religiosa in memoria dei morti dall’amianto si terrà mercoledì 28 aprile alle ore 18,30 presso la chiesa di Santa Maria Goretti di Senigallia.
L'immagine simbolo di SpeS sta a ricordarci che Senigallia ha pagato a caro prezzo la presenza di uno stabilimento Sacelit, dove hanno lavorato centinaia di operai senigalliesi, esposti ai gravissimi e irreversibili danni che le fibre di amianto possono provocare nei polmoni di chi le ha respirate per molto tempo.
Eppure, come sottolinea criticamente il Presidente dell'ALA Carlo Montanari, si sta registrando la "mancanza da parte delle Istituzioni e delle rappresentanze Sindacali nel fornire un segnale di presenza forte sulla questione".
In effetti non mi pare che per il 28 aprile si stia muovendo nessuno. Nel sito del Comune di Senigallia non c'è alcun accenno alla questione. Dunque nessuna giornata mondiale vittime dell'amianto da celebrare, se non attraverso una messa alla quale, non essendo cattolico, non parteciperò. Ho fatto notare al Signor Montanari che Senigallia merita qualcosa in più di una messa e che magari potrebbe essere la stessa ALA ad attivarsi per una più laica celebrazione della giornata, magari attraverso l'organizzazione di incontri scientifici sul tema. Montanari mi ha invitato alla sede dell'Associazione e non mancherò di presentarmi a lui non appena possibile. Chissà che dal prossimo anno non sia possibile celebrare un po' più degnamente il 28 aprile!
Il 28 gennaio 2005 a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui danni alla salute derivanti dalle esposizioni all'amianto.
Il forum mondiale ha deciso di stabilire la data del 28 aprile di ogni anno e di invitare tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni ed i sindacati a far propria questa ricorrenza, ognuno con la propria sensibilità ed attraverso apposite iniziative.
A Senigallia l'ALA (Associazione Lotta all'Amianto)partecipa da alcuni anni alla celebrazione. Da due anni almeno (ma potrebbero essere tre) l'ALA invita la cittadinanza a partecipare ad una Santa Messa. La celebrazione religiosa in memoria dei morti dall’amianto si terrà mercoledì 28 aprile alle ore 18,30 presso la chiesa di Santa Maria Goretti di Senigallia.
L'immagine simbolo di SpeS sta a ricordarci che Senigallia ha pagato a caro prezzo la presenza di uno stabilimento Sacelit, dove hanno lavorato centinaia di operai senigalliesi, esposti ai gravissimi e irreversibili danni che le fibre di amianto possono provocare nei polmoni di chi le ha respirate per molto tempo.
Eppure, come sottolinea criticamente il Presidente dell'ALA Carlo Montanari, si sta registrando la "mancanza da parte delle Istituzioni e delle rappresentanze Sindacali nel fornire un segnale di presenza forte sulla questione".
In effetti non mi pare che per il 28 aprile si stia muovendo nessuno. Nel sito del Comune di Senigallia non c'è alcun accenno alla questione. Dunque nessuna giornata mondiale vittime dell'amianto da celebrare, se non attraverso una messa alla quale, non essendo cattolico, non parteciperò. Ho fatto notare al Signor Montanari che Senigallia merita qualcosa in più di una messa e che magari potrebbe essere la stessa ALA ad attivarsi per una più laica celebrazione della giornata, magari attraverso l'organizzazione di incontri scientifici sul tema. Montanari mi ha invitato alla sede dell'Associazione e non mancherò di presentarmi a lui non appena possibile. Chissà che dal prossimo anno non sia possibile celebrare un po' più degnamente il 28 aprile!
Etichette:
Amianto,
Comune di Senigallia,
Opinioni personali
martedì 20 aprile 2010
Lettera di un malato oncologico: la risposta dell'Assessore Volpini
La risposta dell'Assessore Volpini alla lettera pubblicata dai giornali on-line della nostra città non si è fatta attendere. La riporto come è stata pubblicata su 60019.it.
Ho letto con grande interesse e coinvolgimento l’articolo pubblicato su alcuni giornali on-line in merito alla gestione del reparto oncologico dell’ospedale di Senigallia, che mi chiama direttamente in causa quale Assessore alla Sanità.
L’articolo 32 della Costituzione recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”: è questa un’affermazione insieme di grande attualità, di fondamentale importanza e di considerevole impegno, se si pensa che in un Paese come gli Stati Uniti una riforma sanitaria che si ispira a questi principi è stata introdotta solo recentemente dal Presidente Obama.
Da studente prima e da giovane laureato poi, ho studiato, condiviso e difeso i principi ispiratori fondamentali della legge 833 (la legge di riforma sanitaria del 1978): l’uguaglianza dei cittadini e l’universalità degli interventi sanitari, perfettamente in linea con l’articolo 32 della Costituzione precedentemente ricordato.
Ribadisco quindi l’importanza del principio di garantire gratuitamente cure e assistenza medica, come peraltro avviene anche nel reparto di oncologia dell’Ospedale cittadino. Nel caso specifico la modalità scelta dal reparto di seguire i pazienti oncologici tramite un’equipe è largamente utilizzata da numerose strutture sanitarie in tutto il territorio regionale e nazionale, perché, oltre ad essere permessa dalle leggi nazionali sulla sanità e regolata dai contratti di lavoro del settore, garantisce anche una omogeneità di prestazioni attraverso l’utilizzo di protocolli sanitari condivisi e validati e la collegialità degli interventi medici.
Personalmente ritengo che l’applicazione di questa metodologia non debba comunque costringere il paziente che intende affidarsi a un solo medico a dover ricorrere a visite a pagamento; credo che l’adozione di questo tipo di organizzazione possa essere possibile affidandosi anche al buon senso.
Sono però scarse le competenze del Sindaco e dell’Assessore alla Sanità sull’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari del territorio, che sono compiti del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria e dei responsabili delle singole unità operative.
D’altra parte la conferenza dei Sindaci ha competenze in materia di indirizzo e di programmazione degli interventi, ed è per questo che il Comune di Senigallia chiederà al Direttore Generale e al Responsabile medico del reparto di approfondire le ragioni tecniche che hanno portato a questo tipo di organizzazione, e di valutare se sia possibile adottare modalità di intervento che possano mitigarne gli effetti sui pazienti.
da Fabrizio Volpini,
Assessore ai Servizi alla Persona
Ho letto con grande interesse e coinvolgimento l’articolo pubblicato su alcuni giornali on-line in merito alla gestione del reparto oncologico dell’ospedale di Senigallia, che mi chiama direttamente in causa quale Assessore alla Sanità.
L’articolo 32 della Costituzione recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”: è questa un’affermazione insieme di grande attualità, di fondamentale importanza e di considerevole impegno, se si pensa che in un Paese come gli Stati Uniti una riforma sanitaria che si ispira a questi principi è stata introdotta solo recentemente dal Presidente Obama.
Da studente prima e da giovane laureato poi, ho studiato, condiviso e difeso i principi ispiratori fondamentali della legge 833 (la legge di riforma sanitaria del 1978): l’uguaglianza dei cittadini e l’universalità degli interventi sanitari, perfettamente in linea con l’articolo 32 della Costituzione precedentemente ricordato.
Ribadisco quindi l’importanza del principio di garantire gratuitamente cure e assistenza medica, come peraltro avviene anche nel reparto di oncologia dell’Ospedale cittadino. Nel caso specifico la modalità scelta dal reparto di seguire i pazienti oncologici tramite un’equipe è largamente utilizzata da numerose strutture sanitarie in tutto il territorio regionale e nazionale, perché, oltre ad essere permessa dalle leggi nazionali sulla sanità e regolata dai contratti di lavoro del settore, garantisce anche una omogeneità di prestazioni attraverso l’utilizzo di protocolli sanitari condivisi e validati e la collegialità degli interventi medici.
Personalmente ritengo che l’applicazione di questa metodologia non debba comunque costringere il paziente che intende affidarsi a un solo medico a dover ricorrere a visite a pagamento; credo che l’adozione di questo tipo di organizzazione possa essere possibile affidandosi anche al buon senso.
Sono però scarse le competenze del Sindaco e dell’Assessore alla Sanità sull’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari del territorio, che sono compiti del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria e dei responsabili delle singole unità operative.
D’altra parte la conferenza dei Sindaci ha competenze in materia di indirizzo e di programmazione degli interventi, ed è per questo che il Comune di Senigallia chiederà al Direttore Generale e al Responsabile medico del reparto di approfondire le ragioni tecniche che hanno portato a questo tipo di organizzazione, e di valutare se sia possibile adottare modalità di intervento che possano mitigarne gli effetti sui pazienti.
da Fabrizio Volpini,
Assessore ai Servizi alla Persona
Etichette:
Comune di Senigallia,
Ospedale
domenica 18 aprile 2010
Lettera di un malato oncologico all'Assessore alla Sanità di Senigallia Fabrizio Volpini
Su 60019.it è stata pubblicata una lettera indirizzata all'assessore Volpini. La pubblichiamo anche qui e rimaniamo in attesa di pubblicare la risposta dell'Assessore Volpini.
Cortese Assessore,
mi rivolgo a Lei quale responsabile della Sanità nella nostra città. Sono un malato oncologico, operato altrove, ma assistito dal nostro Ospedale. Immagino che Lei abbia un'idea precisa, dato il ruolo che riveste, di cosa significhi trovarsi in questa condizione, del calvario di sofferenza, fisica e psicologica, che comporta, dello stato di precarietà di aspettative e qualità della vita che induce.
Per affrontare e sperare di vincere questo "male" è fondamentale il livello di motivazione personale che, oltre che dall'ambito familiare, parte innanzitutto dal rapporto con l'oncologo, il quale deve instaurare un circuito virtuoso che s'innesca con la fiducia, nel tempo.
Ebbene, proprio questo cardine la Direzione Sanitaria del nostro Ospedale ha voluto svellere, disponendo che le visite di controllo (e cura) non siano più richiedibili dai "pazienti" facendo riferimento all'oncologo di fiducia, ma che vengano assegnate genericamente all'Equipe Oncologica, nella persona di... chi capita capita!
E' sempre possibile richiedere la visita con l'oncologo che mi ha curato sinora, ma pagando 50 euro, in regime di libera professione!
Non nego la professionalità di tutti i componenti l'Equipe, sostengo solo che nella cura del tumore è fondamentale la storia del malato, che non è certo solo quella riportata nelle poche, fredde righe della mia cartella clinica, nonchè, ribadisco il rapporto di fiducia con chi mi segue da tempo.
Non mi sembra giusto, NON E' GIUSTO.
La invito caldamente, cortese Assessore, ad iniziare il Suo mandato con un atto di umanità. Meglio: di civiltà. E la prego: niente discorsi più o meno falsamente o ipocritamente equitativi.
Parliamo di tumore, non di altri stati patologici che per loro natura sono passibili di una fungibilità terapeutica ed assistenziale completamente diversa.
Sperando vivamente in un Suo positivo intervento al riguardo nei confronti del nostro Ospedale, cordialmente Le faccio i migliori auguri per il Suo lavoro.
Un paziente oncologico.
PS: mi scusi se non mi firmo, è per debolezza, non per vigliaccheria.
Cortese Assessore,
mi rivolgo a Lei quale responsabile della Sanità nella nostra città. Sono un malato oncologico, operato altrove, ma assistito dal nostro Ospedale. Immagino che Lei abbia un'idea precisa, dato il ruolo che riveste, di cosa significhi trovarsi in questa condizione, del calvario di sofferenza, fisica e psicologica, che comporta, dello stato di precarietà di aspettative e qualità della vita che induce.
Per affrontare e sperare di vincere questo "male" è fondamentale il livello di motivazione personale che, oltre che dall'ambito familiare, parte innanzitutto dal rapporto con l'oncologo, il quale deve instaurare un circuito virtuoso che s'innesca con la fiducia, nel tempo.
Ebbene, proprio questo cardine la Direzione Sanitaria del nostro Ospedale ha voluto svellere, disponendo che le visite di controllo (e cura) non siano più richiedibili dai "pazienti" facendo riferimento all'oncologo di fiducia, ma che vengano assegnate genericamente all'Equipe Oncologica, nella persona di... chi capita capita!
E' sempre possibile richiedere la visita con l'oncologo che mi ha curato sinora, ma pagando 50 euro, in regime di libera professione!
Non nego la professionalità di tutti i componenti l'Equipe, sostengo solo che nella cura del tumore è fondamentale la storia del malato, che non è certo solo quella riportata nelle poche, fredde righe della mia cartella clinica, nonchè, ribadisco il rapporto di fiducia con chi mi segue da tempo.
Non mi sembra giusto, NON E' GIUSTO.
La invito caldamente, cortese Assessore, ad iniziare il Suo mandato con un atto di umanità. Meglio: di civiltà. E la prego: niente discorsi più o meno falsamente o ipocritamente equitativi.
Parliamo di tumore, non di altri stati patologici che per loro natura sono passibili di una fungibilità terapeutica ed assistenziale completamente diversa.
Sperando vivamente in un Suo positivo intervento al riguardo nei confronti del nostro Ospedale, cordialmente Le faccio i migliori auguri per il Suo lavoro.
Un paziente oncologico.
PS: mi scusi se non mi firmo, è per debolezza, non per vigliaccheria.
Etichette:
Comune di Senigallia,
Opinioni personali,
Ospedale
mercoledì 31 marzo 2010
Mangialardi è il nuovo Sindaco di Senigallia

Maurizio Mangialardi è il nuovo Sindaco di Senigallia.
Il programma elettorale, in elegante formato tascabile, è stato inviato anche a casa mia. Non l'ho buttato perchè sapevo che Mangialardi avrebbe vinto (ma, francamente, non pensavo al primo turno!) e sapevo, quindi, che quel programma sarebbe stato utile testimonianza per la valutazione degli impegni presi in campagna elettorale.
Di seguito riporto gli impegni presi da Mangialardi in relazione a tutto quanto interessa la sfera della salute pubblica di Senigallia:
1 - Diritto alla salute e al benessere con un'efficace attività di prevenzione
2 - Riduzione delle liste d'attesa
3 - Tecnologie avanzate e servizi di eccellenza per elevare la qualità dei servizi sanitari e ospedalieri
4 - Apertura di una Residenza Sanitaria Assistitenziale (RSA)
5 - Apertura di un nuovo centro diurno per l'assistenza ai malati di Alzheimer
6 - Adeguamento dell'attuale Comunità Alloggio ed eliminazione delle barriere architettoniche per le famiglie con persone diversamente abili
7 - Garantire il diritto alla casa con politiche volte ad accrescere l'offerta di alloggi
8 - Il lavoro di mediatori culturali, con iniziative di condivisione e reale integrazione
9 - Facilitare l'apprendimento della lingua italiana ai bambini immigrati per una piena integrazione
10 - Conclusione del processo di formazione dei parchi di Saline, Cesanella e parco fluviale, sviluppo del "Percorri Misa"
11 - Completamento dei censimenti dei materiali contenenti amianto su tutto il territorio comunale
12 - Uso coerente e continuo degli strumenti di tutela già adottati: il piano di risanamento acustico comunale, il piano generale del traffico urbano, il piano di tutela della popolazione dell'inquinamento elettromagnetico
13 - Piste ciclabili estese a tutto il territorio, migliorate e completate
14 - Isole pedonali estese a parti di quartieri residenziali e ai lungomari
NB: Nel programma "tascabile" non compare ciò che più ha attratto la mia attenzione dalla lettura del programma completo e che riporto come 15esimo punto...
15 - Istituzione dell’Osservatorio per l’attuazione dei diritti umani sul territorio del Comune
di Senigallia, con lo scopo di avere un centro di ricerca, di informazione, di analisi e di
proposta che favorisca il costante rispetto dei diritti fondamentali sollecitando in tal senso
tutte le istituzioni che ne sono corresponsabili.
15 - Istituzione dell’Osservatorio per l’attuazione dei diritti umani sul territorio del Comune
di Senigallia, con lo scopo di avere un centro di ricerca, di informazione, di analisi e di
proposta che favorisca il costante rispetto dei diritti fondamentali sollecitando in tal senso
tutte le istituzioni che ne sono corresponsabili.
Dando una rapida occhiata ai suddetti 15 punti programmatici quello che mi sembra di vedere è la coesistenza di obiettivi generici e di difficile raggiungimento per un Sindaco (vedi punti 2 e 3) e di obiettivi che sulla carta appaiono seri, importanti e raggiungibili (punti 4, 5, 7, 8, 9, 11, 12). Considero particolarmente importante l'istituzione dell'Osservatorio per l'attuazione dei diritti umani: me lo immagino una sorta di osservatorio epidemiologico, in grado di raccogliere dati sociali utili e organizzarli in un "profilo di salute" della popolazione senigalliese. Penso che solo da una seria attività di valutazione del contesto sociale possa essere fatta la Politica con la "P" maiuscola, quella che parte dalla lettura dei bisogni reali per trovare le soluzioni e migliorare lo stato di benessere della popolazione.
L'impegno di SpeS nei prossimi 5 anni sarà quello di monitorare l'operato di Mangialardi e la sua squadra di governo, in relazione a tutto quanto scritto nero su bianco e riportato in questo post.
Buon lavoro Sindaco!
Etichette:
Ambienti di vita sicuri,
Amianto,
Comune di Senigallia,
Politiche per la salute,
Salute Pubblica
Iscriviti a:
Post (Atom)
