Potremmo definirla una sfida tra titani.
Il Lancet è una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, orientata da sempre a dare ampio spazio alle problematiche di salute globale.
Le parole dell’editoriale dell’ultimo numero del Lancet sono dure come macigni e molto, molto chiare. Il Papa è criticato per "aver pubblicamente distorto la scienza per promuovere la dottrina cattolica sul tema", si legge nell'editoriale. "Dicendo che i condom aggravano il problema dell'Hiv/Aids, il Papa ha pubblicamente distorto la testimonianza della scienza". E poi il Lancet aggiunge: "Non è chiaro se l'errore del Papa sia dovuto ad ignoranza o se sia un deliberato tentativo di manipolare la scienza per sostenere l'ideologia cattolica. Quando qualsiasi personaggio influente, sia una figura religiosa o politica, fa una falsa affermazione scientifica che potrebbe essere devastante per la salute di milioni di persone, questi dovrebbe ritrattare o correggere quanto detto in pubblico. Qualsiasi cosa meno di ciò da parte di Papa Benedetto sarebbe - conclude l'editoriale - un immenso disservizio per la salute pubblica, inclusa quella di molte migliaia di cattolici che lavorano senza posa per cercare di prevenire la diffusione dell'Hiv nel mondo".
Fonte: Editorial. Redemption for the Pope? The Lancet, Volume 373, Issue 9669, Page 1054, 28 March 2009
sabato 28 marzo 2009
Lancet vs Vaticano
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martedì 24 marzo 2009
24 marzo: World TB Day

Il World Tb Day è un’occasione per richiamare l’attenzione del mondo sul tema della tubercolosi e, in particolare, per il 2009 si concentrerà sulle storie delle persone affette dalla malattia: donne, uomini e bambini che sono sotto trattamento, infermieri, dottori, ricercatori e chiunque abbia partecipato alla lotta contro la Tb. La Giornata mondiale contro la tubercolosi si celebra ogni anno il 24 marzo e ricorda il giorno in cui, nel 1882, Robert Koch individuò il patogeno responsabile della malattia, il Mycobacterium tuberculosis. Fin da allora, la scoperta del batterio ha rappresentato il primo passo verso la diagnosi e la cura delle infezioni, ma ancora oggi la tubercolosi è una delle prime cause di morte a livello globale.
In Italia, ogni anno si registrano poco meno di 5 mila casi di tubercolosi e la malattia continua a rappresentare un problema per la sanità pubblica, in particolare per la gestione clinica delle forme farmaco-resistenti e delle co-infezioni da Tb e Hiv. Ormai più del 40% dei casi segnalati si verifica in soggetti stranieri residenti in Italia e poco meno di 100 bambini sotto i 5 anni contraggono la malattia conclamata. Inoltre, circa l’1% dei pazienti mai trattati e circa il 30% di quelli trattati presenta forme di farmaco-resistenza ai due principali farmaci di prima linea, ma sono stati riportati anche casi di resistenza estesa a farmaci di prima e seconda linea.
La tubercolosi è un problema a Senigallia?
La tubercolosi è un problema a Senigallia?
Le Marche manifestano lo stesso profilo epidemiologico di tutte le altre regioni italiane: i casi notificati sono circa 7 su 100.000 abitanti mentre lo stesso dato calcolato sui soggetti stranieri assume valori 5-6 volte più elevati (35 su 100.000 nel 2006)*. Nel complesso il 47,5% dei casi notificati nel 2006 hanno interessato soggetti stranieri.
Non sono noti i dati relativi alla sola ZT 4 di Senigallia ma non c'è motivo per pensare che si discostino particolarmente dai dati regionali.
Negli ultimi mesi è stato registrato il caso di una studentessa frequentante l'Istituto Alberghiero Panzini.
Ben più grave il focolaio epidemico scoppiato a Montegranaro.
Mentre mi sento di dire, avendo lavorato al caso, che è sotto controllo il piccolo focolaio di Fabriano.
Quindi la tubercolosi non è propriamente una malattia di altri tempi e se alcuni anni fa ci si riferiva alla tbc come ad una malattia ormai sconfitta, i dati epidemiologici parlano di una realtà molto differente, con la quale dovremo imparare a convivere.
Ecco l'importanza della giornata mondiale contro la tubercolosi: medici, infermieri, ricercatori ma anche, e soprattutto, i singoli cittadini, possono contribuire alla lotta contro la tubercolosi per realizzare l'obiettivo previsto dal progetto mondiale "Stop TB": eliminare la tubercolosi dalla lista dei problemi di sanità pubblica.
Per saperne di più:
*Fonte: Biondi M, Fiacchini D, Filippetti F, Tantucci L, D'Errico MM, Carduci E, Tagliavento G. Le Malattie Infettive in: Il Profilo di Salute delle Marche. ARS Marche, ottobre 2007: 191-214.
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domenica 22 marzo 2009
Benedetto preservativo!
La Sanità Pubblica ha un costo, la prevenzione ha un costo.
Per quanto la prevenzione sia eticamente necessaria non ogni attività di prevenzione può essere attuata. Anche per la prevenzione la logica delle evidenze di efficacia degli interventi deve guidare la programmazione, la scelta degli interventi, l’allocazione delle risorse necessarie per attuarli.
Se, ad esempio fossi in un Paese sub-sahariano e fossi professionalmente impegnato nella lotta contro l’AIDS di certo cercherei in tutti i modi di insistere con l’educazione sanitaria incentrata sull’utilizzo del preservativo. Alcune chiare evidenze scientifiche guiderebbero il mio operato.
Un passo indietro.
Quali sono gli studi scientifici che sono “degni” di guidare le scelte di un medico?
È più semplice di quanto si pensi: dietro ad uno studio scientifico c’è un disegno dello studio che consente di classificare ogni contributo. Ogni tipo di studio ha una differente “forza dell’evidenza”. Ad esempio. Se un gruppo di esperti si riunisce, discute su un argomento e stabilisce che per ottenere un determinato risultato sia necessario implementare un particolare intervento, il documento che ne scaturirà si chiama “opinione di esperti” e la forza dell’evidenza ad esso associato sarà la più bassa in assoluto.
Se al contrario un gruppo di ricercatori organizza un “Trial” significa che, secondo una metodologia standardizzata, mette a confronto un intervento con un altro intervento dimostrandone o meno la maggiore efficacia: la forza dell’evidenza cresce.
Se poi vogliamo, attraverso opportuni metodi statistici, calcolare il valore medio di efficacia di un determinato intervento mettendo a confronto tutti gli studi dedicati a quel tipo di intervento… allora abbiamo una “Revisione sistematica della letteratura”, si avanza ulteriormente in termini di forza dell’evidenza scientifica.
Per farla breve: se un gruppo di esperti attesta che un intervento sia efficace per ottenere un determinato obiettivo, io, medico, posso essere scettico e attendere che ci siano evidenze maggiori a favore di quell’intervento. Ma se è una revisione sistematica a testimoniare l’efficacia di un intervento, bene, se la revisione è ben condotta allora abbiamo la possibilità di affermare che quell’intervento realmente funziona: consentirà di ottenere l’obiettivo che si vuole raggiungere.
Per quanto la prevenzione sia eticamente necessaria non ogni attività di prevenzione può essere attuata. Anche per la prevenzione la logica delle evidenze di efficacia degli interventi deve guidare la programmazione, la scelta degli interventi, l’allocazione delle risorse necessarie per attuarli.
Se, ad esempio fossi in un Paese sub-sahariano e fossi professionalmente impegnato nella lotta contro l’AIDS di certo cercherei in tutti i modi di insistere con l’educazione sanitaria incentrata sull’utilizzo del preservativo. Alcune chiare evidenze scientifiche guiderebbero il mio operato.
Un passo indietro.
Quali sono gli studi scientifici che sono “degni” di guidare le scelte di un medico?
È più semplice di quanto si pensi: dietro ad uno studio scientifico c’è un disegno dello studio che consente di classificare ogni contributo. Ogni tipo di studio ha una differente “forza dell’evidenza”. Ad esempio. Se un gruppo di esperti si riunisce, discute su un argomento e stabilisce che per ottenere un determinato risultato sia necessario implementare un particolare intervento, il documento che ne scaturirà si chiama “opinione di esperti” e la forza dell’evidenza ad esso associato sarà la più bassa in assoluto.
Se al contrario un gruppo di ricercatori organizza un “Trial” significa che, secondo una metodologia standardizzata, mette a confronto un intervento con un altro intervento dimostrandone o meno la maggiore efficacia: la forza dell’evidenza cresce.
Se poi vogliamo, attraverso opportuni metodi statistici, calcolare il valore medio di efficacia di un determinato intervento mettendo a confronto tutti gli studi dedicati a quel tipo di intervento… allora abbiamo una “Revisione sistematica della letteratura”, si avanza ulteriormente in termini di forza dell’evidenza scientifica.
Per farla breve: se un gruppo di esperti attesta che un intervento sia efficace per ottenere un determinato obiettivo, io, medico, posso essere scettico e attendere che ci siano evidenze maggiori a favore di quell’intervento. Ma se è una revisione sistematica a testimoniare l’efficacia di un intervento, bene, se la revisione è ben condotta allora abbiamo la possibilità di affermare che quell’intervento realmente funziona: consentirà di ottenere l’obiettivo che si vuole raggiungere.
Torniamo all’AIDS, all’Africa e al preservativo.
È notizia di questi giorni (leggi qui, qui o qui): secondo Papa Benedetto XVI la tragedia dell’AIDS non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumenterebbero i problemi.
È notizia di questi giorni (leggi qui, qui o qui): secondo Papa Benedetto XVI la tragedia dell’AIDS non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi, aumenterebbero i problemi.
Il 21 novembre 2006 la notizia, invece, era la seguente:
Il Papa è preoccupato per il diffondersi dell'Aids. Per questo, rivela il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, ha chiesto un documento sul tema in generale e sull'uso del preservativo, in particolare. Il dossier, di quasi 200 pagine, contiene ''posizioni esaustive con tanti interventi scientifici. Si va da quelli più rigorosi e restrittivi fino a quelli più comprensivi e aperti. Ora tutto è nelle mani della Congregazione per la Dottrina della fede che sta studiando il dossier'', spiega Barragan.
Se oggi il Papa si schiera contro l’utilizzo del preservativo è evidente che quel dossier deve essere stato elaborato con una metodologia molto particolare oppure è possibile che il Papa, nello sforzo di far procedere di pari passo dottrina cattolica e scienza, abbia dovuto ignorare le indicazioni degli esperti.
Di fatto le evidenze scientifiche sono inoppugnabili:
- Weller SC, Davis-Beaty K. Condom effectiveness in reducing heterosexual HIV transmission. Cochrane Database of Systematic Reviews 2002, Issue 1. Art. No.: CD003255. DOI: 10.1002/14651858.CD003255.
Di fatto le evidenze scientifiche sono inoppugnabili:
- Weller SC, Davis-Beaty K. Condom effectiveness in reducing heterosexual HIV transmission. Cochrane Database of Systematic Reviews 2002, Issue 1. Art. No.: CD003255. DOI: 10.1002/14651858.CD003255.
- HOLMES, King K.; LEVINE, Ruth and WEAVER, Marcia. Effectiveness of condoms in preventing sexually transmitted infections. Bull World Health Organ [online]. 2004, v. 82, n. 6, pp. 454-461. ISSN 0042-9686.
- National Institute of Allergy and Infectious Diseases, National Institutes of Health and Department of Health and Human Services. Workshop summary: scientific evidence on condom effectiveness for sexually transmitted disease (STD) prevention. Herndon, VA: 2000.
Che poi il preservativo, oltre ad essere inutile, sia anche dannoso, è sola ed esclusiva convinzione del pontefice, in realtà mai dimostrata scientificamente da nessuno.
Che poi il preservativo, oltre ad essere inutile, sia anche dannoso, è sola ed esclusiva convinzione del pontefice, in realtà mai dimostrata scientificamente da nessuno.
Riporto le parole di alcuni esperti internazionali:
"La mia impressione è che la posizione del Papa rappresenti un grosso passo indietro per quel che riguarda l'educazione alla salute, che sia controproducente e che provochi l'aumento dei contagi in Africa e altrove. C'è l'evidenza dei fatti a supportare la tesi che la distribuzione dei preservativi riduce il rischio di contagio del virus Hiv e non conduce necessariamente ad un incremento dell'attività sessuale" (Quentin Sattentau, Professore di Immunologia all'Università di Oxford).
"La mia impressione è che la posizione del Papa rappresenti un grosso passo indietro per quel che riguarda l'educazione alla salute, che sia controproducente e che provochi l'aumento dei contagi in Africa e altrove. C'è l'evidenza dei fatti a supportare la tesi che la distribuzione dei preservativi riduce il rischio di contagio del virus Hiv e non conduce necessariamente ad un incremento dell'attività sessuale" (Quentin Sattentau, Professore di Immunologia all'Università di Oxford).
“Non c'è nessuna evidenza scientifica che dimostri che l'uso dei preservativi spinga ad assumersi maggiori rischi sessuali. La nostra linea guida è che i preservativi siano altamente funzionali per contrastare la trasmissione del virus Hiv se sono utilizzati in maniera corretta e costante" (Kevin De Cock, Direttore del Dipartimento Hiv/Aids dell'OMS).
Quando le evidenze scientifiche parlano chiaro c’è poco da discutere: del resto anche il Papa non è infallibile!
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giovedì 19 marzo 2009
Cos'è la prevenzione?
Troppo spesso "prevenzione" è parola magica, con la quale riempirsi la bocca.
I politici in particolare si "lavano spesso i denti" con il termine prevenzione, ignorando i meccanismi complessi che governano i processi, le attività, l'organizzazione che sta dentro l'articolato mondo della prevenzione.
L'autonomia delle Regioni consente le stesse di riorganizzare le attività di prevenzione e la Regione Piemonte ha recentemente fatto qualcosa di importante in tal senso.
Ne sono sicuro, tra i pochi e occasionali lettori di questo blog pochissimi capiranno il senso e l'importanza di questo post.
Tuttavia invito chiunque volesse comprendere il complesso mondo della prevenzione all'approfondimento attraverso la lettura di un documento molto interessante:
Linee di indirizzo per l’avvio di una sperimentazione funzionale finalizzata al ri-orientamento più coerente, appropriato, efficace e socialmente produttivo della nuova Direzione Integrata della Prevenzione.
Chiunque sia disposto a leggere il documento si faccia vivo! Potremmo successivamente discutere di come si possa, da semplici cittadini, contribuire alla prevenzione per la città di Senigallia!
PS: Se il numero dei lettori sarà limitato... miei ospiti in una locale pizzeria!
I politici in particolare si "lavano spesso i denti" con il termine prevenzione, ignorando i meccanismi complessi che governano i processi, le attività, l'organizzazione che sta dentro l'articolato mondo della prevenzione.
L'autonomia delle Regioni consente le stesse di riorganizzare le attività di prevenzione e la Regione Piemonte ha recentemente fatto qualcosa di importante in tal senso.
Ne sono sicuro, tra i pochi e occasionali lettori di questo blog pochissimi capiranno il senso e l'importanza di questo post.
Tuttavia invito chiunque volesse comprendere il complesso mondo della prevenzione all'approfondimento attraverso la lettura di un documento molto interessante:
Linee di indirizzo per l’avvio di una sperimentazione funzionale finalizzata al ri-orientamento più coerente, appropriato, efficace e socialmente produttivo della nuova Direzione Integrata della Prevenzione.
Chiunque sia disposto a leggere il documento si faccia vivo! Potremmo successivamente discutere di come si possa, da semplici cittadini, contribuire alla prevenzione per la città di Senigallia!
PS: Se il numero dei lettori sarà limitato... miei ospiti in una locale pizzeria!
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lunedì 23 febbraio 2009
Vincano le idee migliori!

Dopo Google anche la ZT 4 di Senigallia!!!
Quasi a voler mimare il progetto 10 alla 100, la bellissima iniziativa del colosso americano, arriva "Una bella idea per stare meglio", concorso di idee organizzato dalla Zona Territoriale 4 di Senigallia e condiviso con la Direzione Generale Asur.
Polemiche, a mio parere, inutili. Le grandi problematiche della nostra Zona Territoriale non verranno risolte con un concorso di idee per il semplice fatto che risolvere il problema delle liste d'attesa, del parco tecnologico della Zona, delle piante organiche, richiede tempo e denaro, molto denaro.
I 7.000 euro che, mi sembra di capire, sono stati messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi (alla conferenza stampa di presentazione del concorso era presente il dott. Federico Tardioli, Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi), rappresentano un irrisorio ammontare di risorse che risponde semplicemente all'obiettivo dell'iniziativa, così come è stata intesa dagli organizzatori:
"l’orientamento è quello di raccogliere piccoli suggerimenti, semplici e realizzabili. Innovazioni significative partono sempre da idee…scontate; verso le quali nessuno si era mai rivolto con la giusta considerazione. Anche a chi si occupa del sistema, a volte sfuggono le soluzioni più semplici; che si rivelano poi le più efficaci".
Le polemiche mi sembrano sterili. Dal concorso di idee non nasceranno le risoluzioni ai problemi che affliggono la nostra Sanità; semplicemente la Zona Territoriale offre ai cittadini la possibilità di essere "cittadinanza fattiva", per dirla in termini ormai noti a tutti. Dov'è il problema?
SPeS parteciperà... forse con più di un'idea!
Tutti coloro che fossero interessati possono seguire il servizio realizzato durante la presentazione del Concorso su TVRS (Martedì 24 febbraio ore 19.35 e in replica Mercoledì 25 febbraio ore 9.55 e 13.55) e possono partecipare al concorso:
Vincano le idee migliori!!!
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sabato 21 febbraio 2009
Medici... non spie!
Il Mezza Canaja quest'oggi in corteo.
Nel loro comunicato chiedono che "la direzione sanitaria locale affermi tramite una posizione netta, ufficiale e pubblica il suo impegno a non denunciare gli immigrati clandestini che necessitino di cure".
Ma attenzione.
L'Assessore alla Sanità della Regione Marche, Almerino Mezzolani, ha già preso una posizione netta, ufficiale e pubblica.
Riporto l'articolo scritto su comunicato stampa a firma dell'Assessorato alla Sanità in data 2 febbraio 2009:
L'assessore alla Salute, Almerino Mezzolani, interviene in merito all'emendamento che abolisce per gli operatori delle strutture sanitarie il divieto di segnalazione alla polizia degli immigrati senza regolare permesso di soggiorno:'Si viene a ledere profondamente il diritto all'assistenza sanitaria ' dichiara Mezzolani - Nessun immigrato irregolare, malato o bisognoso di cure si rivolgera` piu` ai servizi! Nessuna madre portera` a vaccinare il proprio bambino! Nessuna maternita` sara` piu` tutelata!
Questo provvedimento, non solo e` persecutorio e discriminatorio in quanto sancisce l'esclusione totale da un diritto umano fondamentale, quale quello della salute, di un gruppo di persone solo perche` hanno 'un colore della pelle ' diverso, ma e` inutile e dannoso.
Inutile in quanto non e` con la persecuzione delle persone bisognose di cure che si garantisce la sicurezza dei cittadini (tanto piu` che la legge gia` prevede la segnalazione alle autorita` obbligo di referto) nei casi di violenza.
Dannoso perche` la clandestinita` sanitaria puo` comportare la diffusione di malattie che non potranno piu` essere tenute sotto controllo attraverso la prevenzione e le cure e quindi ci potrebbero essere ricadute sulla salute di tutta la collettività.
Pericoloso perche` incentivera` la nascita di 'percorsi sanitari' paralleli al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanita` pubblica (gravidanze non tutelate, aborti clandestini, minori non assistiti)Comportera` un aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni del Pronto Soccorso dovranno essere garantite in ragione dell'emendamento le condizioni di arrivo delle persone saranno piu` gravi e necessiteranno di interventi piu` lunghi e complessiL'opposizione a tale provvedimento e` unanime nel mondo socio-sanitario: gli ordini dei medici, i collegi infermieristici, le ostetriche, gli assistenti sociali, i fisioterapisti, gli psicologi, le piu` importanti societa` medico-scientifiche, gran parte dell'associazionismo laico (da Medici senza frontiere ai Medici di origine straniera, ...) e confessionale (il coordinamento immigrazione Caritas, Migrantes, i Medici Cattolici,...) solo per citare alcune sigle. La regione Marche da anni ha intrapreso iniziative che prevedono la tutela della salute e la garanzie della cure a tutti i cittadini presenti nel territorio regionale, indipendentemente da sesso, razza e religione, nel pieno rispetto della Costituzione italiana e dei diritti umani. Per le esperienze virtuose realizzate anche grazie ai professionisti della regione e all'Osservatorio regionale sulle Diseguaglianze, coordina un tavolo nazionale in sede di Commissione Salute su `Immigrati e servizi sanitari in Italia' e intende fermamente continuare a perseguire questa strada'.
Io condivido pienamente. Sono medico, non spia e con me tutti i medici che conosco.
Nel loro comunicato chiedono che "la direzione sanitaria locale affermi tramite una posizione netta, ufficiale e pubblica il suo impegno a non denunciare gli immigrati clandestini che necessitino di cure".
Ma attenzione.
L'Assessore alla Sanità della Regione Marche, Almerino Mezzolani, ha già preso una posizione netta, ufficiale e pubblica.
Riporto l'articolo scritto su comunicato stampa a firma dell'Assessorato alla Sanità in data 2 febbraio 2009:
L'assessore alla Salute, Almerino Mezzolani, interviene in merito all'emendamento che abolisce per gli operatori delle strutture sanitarie il divieto di segnalazione alla polizia degli immigrati senza regolare permesso di soggiorno:'Si viene a ledere profondamente il diritto all'assistenza sanitaria ' dichiara Mezzolani - Nessun immigrato irregolare, malato o bisognoso di cure si rivolgera` piu` ai servizi! Nessuna madre portera` a vaccinare il proprio bambino! Nessuna maternita` sara` piu` tutelata!
Questo provvedimento, non solo e` persecutorio e discriminatorio in quanto sancisce l'esclusione totale da un diritto umano fondamentale, quale quello della salute, di un gruppo di persone solo perche` hanno 'un colore della pelle ' diverso, ma e` inutile e dannoso.
Inutile in quanto non e` con la persecuzione delle persone bisognose di cure che si garantisce la sicurezza dei cittadini (tanto piu` che la legge gia` prevede la segnalazione alle autorita` obbligo di referto) nei casi di violenza.
Dannoso perche` la clandestinita` sanitaria puo` comportare la diffusione di malattie che non potranno piu` essere tenute sotto controllo attraverso la prevenzione e le cure e quindi ci potrebbero essere ricadute sulla salute di tutta la collettività.
Pericoloso perche` incentivera` la nascita di 'percorsi sanitari' paralleli al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanita` pubblica (gravidanze non tutelate, aborti clandestini, minori non assistiti)Comportera` un aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni del Pronto Soccorso dovranno essere garantite in ragione dell'emendamento le condizioni di arrivo delle persone saranno piu` gravi e necessiteranno di interventi piu` lunghi e complessiL'opposizione a tale provvedimento e` unanime nel mondo socio-sanitario: gli ordini dei medici, i collegi infermieristici, le ostetriche, gli assistenti sociali, i fisioterapisti, gli psicologi, le piu` importanti societa` medico-scientifiche, gran parte dell'associazionismo laico (da Medici senza frontiere ai Medici di origine straniera, ...) e confessionale (il coordinamento immigrazione Caritas, Migrantes, i Medici Cattolici,...) solo per citare alcune sigle. La regione Marche da anni ha intrapreso iniziative che prevedono la tutela della salute e la garanzie della cure a tutti i cittadini presenti nel territorio regionale, indipendentemente da sesso, razza e religione, nel pieno rispetto della Costituzione italiana e dei diritti umani. Per le esperienze virtuose realizzate anche grazie ai professionisti della regione e all'Osservatorio regionale sulle Diseguaglianze, coordina un tavolo nazionale in sede di Commissione Salute su `Immigrati e servizi sanitari in Italia' e intende fermamente continuare a perseguire questa strada'.
Io condivido pienamente. Sono medico, non spia e con me tutti i medici che conosco.
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mercoledì 11 febbraio 2009
Gilberto Gentili nuovo Direttore Sanitario dell'ASUR

Riporto la notizia così come si legge nel sito dell'Asur:
A seguito delle dimissioni volontarie da Direttore Sanitario dell’ASUR Marche presentate nei giorni scorsi dal Dr. Angelino Guidi, il Direttore Generale dell’ASUR Marche, Dott. Roberto Malucelli, con Determina n. 77 del 28 gennaio 2009 ha provveduto alla nomina del Dr. Gilberto Gentili -decorrenza 1 febbraio 2009- quale nuovo Direttore Sanitario dell’Azienda.
Il Dr. Gentili, gia Direttore Sanitario f.f. dell’ASUR nel periodo d’assenza del Dott. Guidi, è stato confermato nell’incarico in considerazione dei requisiti posseduti e delle notevoli esperienze lavorative acquisite negli anni. Nato a Fossombrone (PS) e Laureato in Medicina e Chirurgia, il Dr. Gentili, nei mesi d’assenza del Dr. Guidi, ha garantito la continuità dell’incarico di Direttore Sanitario dell’ASUR grazie ad un elevato livello professionale, indispensabile in un ruolo tanto delicato ed importante. A lui sinceri apprezzamenti, insieme all’augurio di un lavoro proficuo e gratificante.
Il Dr. Gentili, gia Direttore Sanitario f.f. dell’ASUR nel periodo d’assenza del Dott. Guidi, è stato confermato nell’incarico in considerazione dei requisiti posseduti e delle notevoli esperienze lavorative acquisite negli anni. Nato a Fossombrone (PS) e Laureato in Medicina e Chirurgia, il Dr. Gentili, nei mesi d’assenza del Dr. Guidi, ha garantito la continuità dell’incarico di Direttore Sanitario dell’ASUR grazie ad un elevato livello professionale, indispensabile in un ruolo tanto delicato ed importante. A lui sinceri apprezzamenti, insieme all’augurio di un lavoro proficuo e gratificante.
Dunque un medico senigalliese è ai vertici dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale, mentre le funzioni di Direttore di Distretto sanitario della Zt 4 di Senigallia (ruolo precedentemente ricoperto dallo stesso Gentili) saranno garantite dal dott. Alessandro Marini.
Sinceri apprezzamenti e calorosi auguri anche da parte mia.
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